La diagnosi arriva….

La diagnosi arriva a dicembre, con la villocentesi. Ci viene comunicata nel modo migliore dalla Mangiagalli di Milano: ci chiamano e ci chiedono di andare da loro perché è stata riscontrata un’anomalia cromosomica ed è importante parlarne. Dobbiamo stare tranquilli, non è niente di grave. Voglio crederci e cerco di fare il viaggio serena. Scongiurate le anomalie più gravi, ci viene detto che sarà un maschio e che avrà un cromosoma sessuale in più, sarà un 47xxy, conosciuta anche come sindrome di Klinefelter. Ci vengono spiegate tutte le caratteristiche e le problematiche a cui andrà incontro nostro figlio. Ma noi non capiamo. È una sindrome che non conosciamo, che non abbiamo mai incontrato. Così le domande nella nostra testa cominciano: non produrrà testosterone a sufficienza? Rientrerà nei casi di ginecomastia? Svilupperà disturbi dell’apprendimento? Come vivrà tutto questo? Quanto inciderà sulla sua serenità? Usciamo distrutti, il buio si fa largo attorno noi. E noi ci scateniamo: iniziano le ricerche su siti scientifici, scarichiamo le pubblicazioni, perché vogliamo capire.

È il periodo di Natale e i tempi si allungano, così fissiamo l’appuntamento per le analisi necessarie all’aborto. Intanto non ci fermiamo e cerchiamo, continuiamo a cercare. Riusciamo a parlare con la dott.ssa Lalatta e abbiamo un interminabile colloquio con la psicologa che come noi brancola nel buio, perché come ci dice, questa volta proprio non capisce cosa vogliamo fare. Siamo confusi, attanagliati dalla paura, dal timore. Scomodiamo tutti: chiamiamo qualche associazione, qualcuno ci mette in contatto con Tarani. Poi chiamiamo Franco; un’infinita telefonata per comprendere cosa davvero sia la sindrome di Klinefelter. Ascoltare la sua esperienza ci rassicura un po’, ma non ci sente convinti e allora ci mette in contatto con una famiglia. Conosciamo Chiara, al telefono ci racconta del suo piccolo Tommy e di quanto tutto sia più semplice di come lo vediamo noi.

Intanto facciamo le analisi per l’aborto. Segue il colloquio con la psicologa che no, il permesso per la pratica non ce lo darebbe perché non ci vede convinti. Noi lo sappiamo che non siamo convinti.

La luce nel buio profondo in cui eravamo crollati giunge definitivamente col sole di Napoli, quando finalmente sentiamo Gennaro.

Incontriamo Chiara e la sua famiglia e conosciamo Tommy. Un bambino bellissimo, esattamente come tutti gli altri. E allora anche la più piccola nube che era rimasta se ne va.

Grazie a tutte le famiglie del gruppo, ai loro racconti, a chi ci ha chiamati, a chi ha risposto a tutte le domande, a chi abbiamo sentito una volta sola nella vita.

Simone nasce il 2 giugno del 2019, in una splendida giornata di sole, con un qualcosa in più che lo rende speciale.

Michela dalla Lombardia

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